Lo scorso 21 ottobre 2023 si è tenuto a Pisa, presso l’Auditorium della Opera Primaziale Pisana, accanto alla famosa Torre Pendente di Pisa, un interessante convegno sul tema “salviamo le api e la biodiversità”. Questo convegno è stato il primo passo del Distretto, contribuendo con consapevolezza all’importanza del omonimo Tema di Studio Nazionale, dopo aver tenuto conto che ultimamente si parla molto delle api perché questi piccoli insetti, molto operosi, non sono solo produttori di miele, ma contribuiscono al benessere della vita di tutti noi e della biodiversità, in quanto principali impollinatori del nostro ecosistema e portatori di informazioni preziose sulla qualità ambientale e che, purtroppo, queste api sono diminuite del circa il 70% e, quindi, ricordando che i Lions, vigili da 106 anni del nostro stato di benessere, non potevano ignorare questo serissimo problema.
Di conseguenza, sono stati chiamati, come relatori: apicoltori, fiticoltori, entomologi universitari, ed analizzatori dell’ambiente intorno alle discariche e l’ente Carabinieri Forestali che monitora l’ambiente cittadino, entrambi questi ultimi utilizzando lo strumento “api”.
Il convegno è iniziato con i saluti delle autorità Lionistiche e dell’Assessore alla scuola e servizi educativi del Comune di Pisa, in rappresentanza della Giunta, che ha ribadito l’importanza di questo convegno su un argomento preso seriamente in considerazione attuale dal Comune di Pisa stesso.
Successivamente, dopo la presentazione del convegno da parte del suddetto referente e organizzatore del convegno, sono stati affrontati ed esposti gli argomenti:
“Il meraviglioso mondo delle api”, presentando la struttura di un’arnia, gli apiari e gli strumenti utilizzati, la procedura di impollinazione della vegetazione da parte delle api, il trasporto e la sistemazione degli apiari nei campi, il trasporto del polline dalle api, le conseguenze delle avversità ambientali alle arnie, la struttura dei telai e l’estrazione del miele da questi, i vari prodotti derivati dal miele;
“Il monitoraggio ambientale delle discariche con l’aiuto delle api”, presentando il progetto di biomonitoraggio ambientale con api di Serravalle Pistoiese (PT) da parte della Società del gruppo Herambiente, in seguito al progetto “capiamo”, applicato all’impianto compostaggio Sant’Agata Bolognese (BO) ed ancora prima al termovalorizzatore Pozzilli (IS). In tal modo con le api si monitora la qualità dell’ambiente nelle aree circostanti i siti di trattamento rifiuti, si raccolgono dati utili alla valutazione degli impatti dell’attività antropica sulle componenti ambientali e dell’ecosistema e si accresce la biodiversità nelle aree in cui sorgono gli impianti di trattamento rifiuti, precisando che si utilizzano le api perché queste sono sensibili agli squilibri ambientali e sono in grado di rilevare precocemente alterazioni dell’ecosistema. Non sono mancate informazioni sulle aree di studio e sulle matrici analizzate e sui composti ricercati (metalli, pesticidi, ecc.) nel biomonitoraggio;
”progetto “apincitta”, l’ape come bioindicatore ambientale” fa parte dell’attività del reparto Carabinieri biodiversità di Cecina (LI) e consiste nel monitoraggio tramite le api della biodiversità e di alcuni inquinati di interesse sanitario in ambiente urbano. Questo progetto vede coinvolti molti enti tecnico-scientifici sotto la responsabilità e coordinamento dell’Arma dei Carabinieri e prevede la formazione del personale, individuando anche personale apicoltore. I siti di monitoraggio coprono tutto il territorio Italiano, con l’attuale eccezione della Sardegna e della Sicilia. Le unità di monitoraggio sono equipaggiate con sofisticati sensori elettronici ed i campionamenti di api di miele giovane viene eseguito con cadenze regolari, seguendo un predefinito protocollo operativo su un certo numero di campioni di api e di miele per anno. Non viene trascurato il contesto ambientale e la biodiversità vegetale temporale. Infine, si sono presentate proposte per incrementare la biodiversità nei contesti urbani;
“Le api e il Verde Urbano”, ha puntualizzato l’importanza delle api e di tutti gli insetti impollinatori per la vita della biodiversità. Sono state elencate le specie arboree presenti, in grado di fornire grandi quantità di nettare e polline alle api e, pertanto, l’importanza della potatura di queste specie che deve essere fatta in modo corretto non solo per non danneggiare le piante, ma anche per non limitare la produzione di nuovi fiori. Sono state indicate, quindi, le procedure di potatura corrette e scorrette. La progettazione di giardini dal punto di vista estetico e con piante povere di nettare, a volte si rivela non gradito dagli insetti utili. Sono state pertanto fornite indicazioni per la realizzazione di giardini adatti a favorire le popolazioni di api e insetti utili e quali piante scegliere;
“La biodiversità agisce a sei zampe, le api ne sono il fulcro” è stato trattato da un dottore dell’Università di Pisa. Egli ha paragonato l’organizzazione biologica di un ecosistema ad una rete informatica. Ha elencato le varie specie appartenenti all’apoidea ed ha informato sul numero di questi nel mondo ed in Italia. Ha quindi riferito sulla valutazione economica della vulnerabilità dell’agricoltura mondiale, confrontata con la diminuzione degli insetti impollinatori negli anni. Ha fatto una presentazione dei vari insetti impollinatori, concludendo che l’80% dei siti analizzati mostra una riduzione dei fiori di campo e delle piante anemofile. L’aumento della cementificazione del suolo è uno dei responsabili di questa diminuzione.
Alle suddette presentazioni sono seguiti diverse domande e interventi del pubblico, numeroso e con molti prestigiosi partecipanti ed universitari, che ha seguito con molta attenzione questo convegno e lo ha animato ed apprezzato, classificandolo di alto livello.
