Il Codice Rosa è un protocollo per la tutela di persone vittime di violenza che nacque come progetto pilota nel 2010 nell’Azienda USL 9 di Grosseto grazie a Vittoria Doretti, senese, medico dell’Ospedale di Grosseto. Nel 2011, con un protocollo d’intesa tra Regione Toscana e Procura Generale di Firenze, il progetto è diventato regionale, adottando percorsi di accoglienza e tutela specifici per le vittime. Nel 2014, il Codice Rosa è stato esteso a tutte le Aziende sanitarie toscane, diventando una vera e propria rete regionale nel 2016, con la delibera della Giunta regionale 1260/2016.
Il Rapporto sulla violenza di genere in Toscana – Sedicesimo rapporto 2024 – raccoglie ed analizza i dati provenienti da Centri antiviolenza, Case Rifugio, Centri per autori di maltrattamento, Codice Rosa, Consultori, Centro di riferimento regionale per la violenza sessuale CRRV, GAIA, Centro Regionale di documentazione Infanzia e adolescenza, Settori Pari opportunità (per la governance del fenomeno) e Integrazione socio-sanitaria (per la programmazione). Dall’analisi dei dati sono oltre 4.500 le donne che in un anno si sono rivolte a un Centro antiviolenza, e sfiorano i 2.000 in un anno gli accessi in codice rosa al pronto soccorso per maltrattamenti. La Rete regionale Codice Rosa che definisce le modalità di accesso e il percorso socio sanitario per le vittime di violenza di genere e delle vittime di violenza a causa delle loro condizioni di vulnerabilità o discriminazione, ha visto nel 2023, n. 1.951 accessi in “Codice Rosa”, di cui 400 minorenni.
Tutti sappiamo che quando un bambino un giovano o un adulto arriva in pronto soccorso a causa di atti di violenza subito si attiva un percorso ad hoc denominato Percorso Codice Rosa. Questo percorso prevede precise procedure di allerta ed attivazione di successivi percorsi territoriali, e il percorso opera in sinergia con enti, istituzioni, e i Centri Antiviolenza. Al momento dell’intervento in Pronto Soccorso la vittima ha una stanza riservata alla quale hanno accesso tutti gli specialisti che dovranno visitarla. La stanza è tecnicamente attrezzata per l’esecuzione di esami biologici, per il repertamento fotografico ed ha in dotazione supporti informatici accessibili alle Forze dell’Ordine per l’esecuzione dei primi atti di indagine. L’uso di una innovativa e più approfondita cartella clinica è inoltre in grado di fornire dati utili anche per l’Autorità Giudiziaria. In sintesi dunque tale percorso, oltre ad assicurare la somministrazione delle corrette terapie nel rispetto della vittima e con estrema tutela della sua privacy, garantisce una notevole riduzione dei tempi di indagine e processuali.
Forse però in pochi sanno che quando queste persone accedono al PS vengono denudati di tutti i loro effetti personali e al trauma si aggiunge altra frustrazione. Quegli oggetti, infatti, sono importati perché costituiscono una prova processuale e non devono, quindi in alcun modo essere contaminati, per questo vengono rigidamente seguite le linee guida di cui DPCM 24 nov. 2017, ma quella persona che è in stato di forte costrizione può contare sul piccolo aiuto dato dai Lions. Infatti per loro, i Lions del Distretto 108La hanno pensato ad un regalo, uno zainetto con all’interno cose di primo conforto, pulite e ben confezionate il “Kit Lions Codice Rosa”
Questo service, impegnativo anche sul piano emotivo, è stato fortemente voluto dal Governatore Francesco Cottini nell’annata 2024-2025, condiviso dai futuri Governatori, Gilberto Tuccinardi, Piero Fontana e Barbara Becherucci, e sostenuto dai Lions Clubs Toscani. Il Service è stato portato avanti con la collaborazione dell’Assessorato Regionale alla Salute guidato da Simone Bezzini. Il Kit contiene: biancheria intima, accessori per l’igiene personale(spazzola-dentifricio-spazzolino) e in caso di necessità felpa e pantaloni. I Kit, forniti agli operatori del Codice Rosa nei Pronto Soccorso Regionali, in tre anni, si stima supereranno le mille unità.
Tutti abbiamo il dovere, all’interno del contesto sociale, lavorativo, familiare, scolastico, di trovare il modo per rendere ancora più concreto un modello di società consapevole e rispettosa dei diritti, facendoci carico con determinazione e accoglienza anche delle situazioni più difficili e delicate. Ognuno di noi può fare un gesto che può cambiare la vita di una persona in difficoltà. Per noi Lions questo gesto è un dovere, nel segno del We Serve.

