Il 7 ottobre 2023 si è tenuto a Lucca l’Evento “Back to the future”, un confronto fra Leo e Lions sulla transitiondei Leo nei Lions.
La domanda che ci siamo posti è stata la seguente: perché i Leo non entrano nei Lions?
Dal form di partecipazione all’evento è emerso che le cause sono le seguenti: 22% età, 22% costi, 20% mentalità, 16% coinvolgimento, 9% comunicazione, 7% tempo, 4% altro.
Sono stati evidenziati tre punti fondamentali: 1) Idea che un potenziale socio Lions debba avere una posizione economica e sociale che un Leo giovane è fisiologico che non abbia del tutto. 2) Costi alti, attività di club non affine ai giovani, mancanza di tempo nella fase della vita. 3)“Fare insieme”, cioè (ad esempio) una scarsa condivisione e collaborazione nello sviluppo dei programmi delle annate ed una carenza di lavoro nei vari service con team misti Leo-Lions.
Inoltre è emerso che nei Lions abbiamo 23% femmine e 77% maschi, nei Leo 59% femmine e 41% maschi. Non solo: nei Lions ci sono ancora Club di soli uomini ed addirittura casi in cui il Club Lions padrino è solo maschile ed il Club Leo è in gran parte femminile. Sarà mai possibile la transition?
Ciò che è stato evidenziato è che occorre ascoltare di più e cercare di capire perché un Leo a 30 anni dedica gran parte della sua giornata al servizio ed a 31 smette del tutto.
E’ necessario trovare più strategie e rendere più appetibile l’ingresso dei Leo nei Lions. Bisogna parlare affinchè i Leo entrino nei Lions: in fondo i principi e le finalità sono gli stessi. Occorre porre l’attenzione sulla differenza generazionale, sul diverso modo di vedere la vita. Bisogna cambiare la mentalità di entrambi: è difficile ma bisogna provarci. Lions e Leo devono spogliarsi dai preconcetti: solo dal reciproco scambio si arriva ad un punto di accordo.
I Lions conoscono molto poco il mondo Leo ed è difficile avvicinare i due mondi perché i modi di lavorare sono diversi. Bisogna però sollecitare i Lions a stare più in contatto con i Leo, e questi ultimi devono essere disposti ad approcciarsi con i Lions.
Un ruolo importante deve svolgerlo il Leo Advisor che deve immedesimarsi nei Leo, conoscerli più approfonditamente, confrontarsi con i Club vicini per cercare magari co-sponsorizzazioni, far sì che i Lions Club padrini di Leo Club sostengano il loro sviluppo associativo. E gli altri Lions Club invece dovranno valutare l’opportunità di aprire un Leo Club.
In questi ultimi anni per favorire la transition è stato stilato il protocollo Leo-Lions, ma non è sufficiente. Devono essere ricercate nuove soluzioni. Per esempio potrebbero essere dimezzate le quote per gli ex Leo per i primi anni di ingresso nel Lions.
Un esempio ai giorni nostri che sembra funzionare è dato dal Club Lions Prato Host in cui sono presenti otto ex Leo e quindi sta portando avanti con successo quella fase di transition vista favorevolmente sia dai Leo che dai Lions. Il Prato Host è un Club Lions che si rinnova grazie all’ingresso dei Leo.
Un altro esempio è quello del Lions Club Pontedera Valdera che sta portando avanti un service sulla fibrosi cistica che è nato dai Leo, è diventato un progetto di sensibilizzazione nazionale e viene portato avanti dai Lions: è un bellissimo segnale di transizione.
Con questo convegno si è iniziato un confronto. Tutti, Leo e Lions, hanno parlato in maniera aperta per cercare di mirare ad obbiettivi comuni per superare le divisioni.
Ma questo deve necessariamente continuare per arrivare a risultati di soddisfazione da entrambe le parti, Leo e Lions.

