Come service legato all’ambiente, al paesaggio e al territorio, Rinaldo Favilli, ha pensato di proporre una visita all’Isola di Pianosa, l’isola piatta dell’Arcipelago Toscano, con un’altezza massima sul livello del mare di 29 metri. La particolarità dell’isola merita un piccolo accenno alla sua storia.
L’isola è stata abitata fino dalla preistoria, perché si trovava sulle rotte commerciali che attraversavano il Mar Tirreno nel secondo millennio a.c.
I romani la chiamavano Planasia, che deriva da planus ovvero piatto. Nel ‘500 l’isola fu sconvolta dalle scorribande dei Turchi che all’epoca imperversavano nei mari facendo razzie e saccheggi. Nel 1814 l’isola fu visitata da Napoleone che in quel periodo si trovava in esilio sull’Elba. Fu lui a dare il via alla costruzione del Forte Teglia che si trova sul promontorio dell’isola.
Nel 1856 fu istituito il carcere di Pianosa. Inizialmente si trattava di una colonia penale agricola, ma nel 1977 il carcere dell’Isola diventò un penitenziario di massima sicurezza destinato alla reclusione di brigatisti rossi e successivamente dei capi della camorra e dei boss della mafia.
Il sistema di reclusione era così duro che l’isola si è meritata l’appellativo di Isola del Diavolo. Da quel momento furono evacuati tutti gli abitanti dell’isola che venne resa inaccessibile dall’esterno. Nel tempo le attività della prigione di Pianosa si sono ridotte fino alla sua definitiva chiusura avvenuta nel 2011.
La totale chiusura di Pianosa ha fatto sì che l’isola abbia potuto preservare la sua natura sostanzialmente incontaminata. Oggi l’isola è aperta al turismo seppure con delle rigorose regole che servono a tutelare il suo ambiente. Si può visitare Pianosa grazie alle visite organizzate dall’Ente Parco dell’Arcipelago Toscano.
Il porto da cui si raggiunge l’isola è quello di Piombino, con partenza prevista per le ore 8,30.
Dopo essere scesi alle 10,30 circa, raggiungeremo la Casa dell’Agronomo, nel cui patio all’aperto organizzeremo con l’aiuto dei carcerati e delle guardie penitenziarie un piccolo ristoro.
All’interno della bella struttura della Casa, di recente restaurata, ci sarà un momento per il benvenuto sull’isola da parte delle Istituzioni:
- Il Governatore Francesco Cottini
- Il presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago Giampiero Sammuri
- Il Direttore della Casa di Reclusione Dott.ssa Martina Carducci
- Il Comandante delle guardie carcerarie
- Il Sindaco del Comune di Campo nell’Elba Davide Montauti
- Il Colonnello Comandante dei Carabinieri Forestali Stefano Cipriani
La visita prosegue con lo spostamento verso la Diramazione Agrippa, la parte del carcere di massima sicurezza 41–bis.
Alle 13,30 circa, abbandonata la parte dell’isola protetta dall’imponente muro eretto a difesa dell’area del supercarcere, dal Generale Dalla Chiesa nel 1977, potremo consumare un pranzo al sacco, in una zona libera del paese o nella zona aperta del Ristorante.
Da questo momento i partecipanti saranno liberi di scegliere cosa vedere e come muoversi.
Sarà possibile, se il tempo lo consente, fare un bagno esclusivo nelle acque di Cala Giovanna, dove il mare ha caratteristiche caraibiche, o fare una escursione verso la Cala del Marchese o alla Cala dell’Alga.
L’appuntamento sul molo per il ritorno è alle 16,45,la giornata individuata è domenica 1 giugno 2025.
Un viaggio a Pianosa Isola del Diavolo, è destinato a restare nel nostro immaginario.
L’isola ci appare come sospesa nel tempo, in una dimensione a metà tra le meraviglie naturali e le rovine causate dall’uomo. Il paesaggio naturale è quello rigoglioso della macchia mediterranea, ma le opere dell’uomo e gli usi a cui l’isola è stata destinata, ormai tutti da inserire in un passato nemmeno recente, ci danno la visione di un borgo decadente, dove il salmastro ha corroso i muri delle costruzioni creando luoghi fantasma. Tutto però inserito in una bellezza sconvolgente, a volte difficile da comprendere come le merlature ottocentesche sopra Forte Teglia.
Sarà una giornata importante a contatto con la natura, con le scelte che gli uomini compiono, ma che non mancherà di riservarci momenti di spensierata allegria da condividere insieme.
