Lotta al diabete, i Lions ci sono!

Questo mese parliamo in particolare del DIABETE, una delle sfide globali in cui è impegnata l’attività di Lions International!

1 ADULTO SU 11 NEL MONDO HA IL DIABETE 

Una malattia di proporzioni epiche. 60 milioni è il numero di persone che i questa parte del mondo ha il diabete. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità è l’ottava causa di morte in tutto il mondo. 

Cosa è il Diabete:

ll diabete è una malattia cronica caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia) e dovuta a un’alterata quantità o funzione dell’insulina. L’insulina è l’ormone, prodotto dal pancreas, che consente al glucosio l’ingresso nelle cellule e il suo conseguente utilizzo come fonte energetica. Quando questo meccanismo è alterato, il glucosio si accumula nel circolo sanguigno.

Diabete tipo 1

Riguarda circa il 10% delle persone con diabete e in genere insorge nell’infanzia o nell’adolescenza. Nel diabete tipo 1, il pancreas non produce insulina a causa della distruzione delle cellule ß che producono questo ormone: è quindi necessario che essa venga iniettata ogni giorno e per tutta la vita. La velocità di distruzione delle ß-cellule è, comunque, piuttosto variabile, per cui l’insorgenza della malattia può avvenire rapidamente in alcune persone, solitamente nei bambini e negli adolescenti, e più lentamente negli adulti (in questi rari casi si parla di una forma particolare, detta LADA: Late Autommune Diabetes in Adults).

La causa del diabete tipo 1 è sconosciuta, ma caratteristica è la presenza nel sangue di anticorpi diretti contro antigeni presenti a livello delle cellule che producono insulina, detti ICA, GAD, IA-2, IA-2ß. Questo danno, che il sistema immunitario induce nei confronti delle cellule che producono insulina, potrebbe essere legato a fattori ambientali (tra i quali, sono stati chiamati in causa fattori dietetici) oppure a fattori genetici, individuati in una generica predisposizione a reagire contro fenomeni esterni, tra cui virus e batteri. Quest’ultima ipotesi si basa su studi condotti nei gemelli monozigoti (identici) che hanno permesso di dimostrare che il rischio che entrambi sviluppino diabete tipo 1 è del 30-40%, mentre scende al 5-10% nei fratelli non gemelli e del 2-5% nei figli. Si potrebbe, quindi, trasmettere una “predisposizione alla malattia” attraverso la trasmissione di geni che interessano la risposta immunitaria e che, in corso di una banale risposta del sistema immunitario a comuni agenti infettivi, causano una reazione anche verso le ß cellule del pancreas, con la produzione di anticorpi diretti contro di esse (auto-anticorpi). Questa alterata risposta immunitaria causa una progressiva distruzione delle cellule ß, per cui l’insulina non può più essere prodotta e si scatena così la malattia diabetica.

Per questo motivo, il diabete di tipo 1 viene classificato tra le malattie cosiddette “autoimmuni”, cioè dovute a una reazione immunitaria diretta contro l’organismo stesso. Tra i possibili agenti scatenanti la risposta immunitaria, sono stati proposti i virus della parotite (i cosiddetti “orecchioni”), il citomegalovirus, i virus Coxackie B, i virus dell’encefalomiocardite. Sono poi in studio, come detto, anche altri possibili agenti non infettivi, tra cui sostanze presenti nel latte.

Diabete tipo 2

È la forma più comune di diabete e rappresenta circa il 90% dei casi di questa malattia. La causa è ancora ignota, anche se è certo che il pancreas è in grado di produrre insulina, ma le cellule dell’organismo non riescono poi a utilizzarla. In genere, la malattia si manifesta dopo i 30-40 anni e numerosi fattori di rischio sono stati riconosciuti associarsi alla sua insorgenza. Tra questi: la familiarità per diabete, lo scarso esercizio fisico, il sovrappeso e l’appartenenza ad alcune etnie. Riguardo la familiarità, circa il 40% dei diabetici di tipo 2 ha parenti di primo grado (genitori, fratelli) affetti dalla stessa malattia, mentre nei gemelli monozigoti la concordanza della malattia si avvicina al 100%, suggerendo una forte componente ereditaria per questo tipo di diabete.

Anche per il diabete tipo 2 esistono forme rare, dette MODY (Maturity Onset Diabetes of the Young), in cui il diabete di tipo 2 ha un esordio giovanile e sono stati identificati rari difetti genetici a livello dei meccanismi intracellulari di azione dell’insulina.

Il diabete tipo 2 in genere non viene diagnosticato per molti anni in quanto l’iperglicemia si sviluppa gradualmente e inizialmente non è di grado severo al punto da dare i classici sintomi del diabete. Solitamente la diagnosi avviene casualmente o in concomitanza con una situazione di stress fisico, quale infezioni o interventi chirurgici. 

Il rischio di sviluppare la malattia aumenta con l’età, con la presenza di obesità e con la mancanza diattività fisica: questa osservazione consente di prevedere strategie di prevenzione “primaria”, cioè interventi in grado di prevenire l’insorgenza della malattia e che hanno il loro cardine nell’applicazione di uno stile di vita adeguato, che comprenda gli aspetti nutrizionali e l’esercizio fisico.

Interventi terapeutici

La terapia della malattia diabetica ha come cardine l’attuazione di uno stile di vita adeguato. Per stile di vita si intendono le abitudini alimentari, l’attività fisica e l’astensione dal fumo.

La dieta del soggetto con diabete (definita negli USA: Medical Nutrition Theraphy, cioè terapia medica nutrizionale) ha l’obiettivo di ridurre il rischio di complicanze del diabete e di malattie cardiovascolari attraverso il mantenimento di valori di glucosio e lipidi plasmatici e dei livelli della pressione arteriosa il più possibile vicini alla normalità.

Un’attività fisica di tipo aerobico e di grado moderato per almeno 150 minuti a settimana oppure di tipo più intenso per 90 minuti a settimana è raccomandata per migliorare il controllo glicemico e mantenere il peso corporeo. Dovrebbe essere distribuita in almeno tre volte a settimana e con non più di due giorni consecutivi senza attività. 

 Il diabete di tipo 1 non ha cause né cure conosciutela lotta al diabete di tipo 2, spesso causato da una cattiva alimentazione e dalla mancanza di esercizio fisico, richiede programmi di formazione e modifica comportamentale. Se non viene curato, il diabete può portare a cecità, danni ai nervi, renale,  infarto e  altro.

LCIF E I LIONS nella lotta al Diabete

I contributi per i servizi che portano soluzioni.

 Dal 2000 la diffusione del diabete è aumentata di oltre il 300%. La LCIF e i Lions sono presenti e fanno parte della soluzione a questa epidemia globale. 

Service:

STRIDES PER LA PREVENZIONE DEL DIABETE: eventi di attività fisica divertenti per promuovere la sensibilizzazione e la gestione del diabete.
SCREENING DEL DIABETE DI TIPO 2 questi eventi sono un modo importante per aiutare la comunità a comprendere il rischio di diabete e ad adottare misure di prevenzione.
GRUPPO DI SUPPORTO TRA PARI PER IL DIABETE sono finalizzati ed organizzati per incoraggiare un sostegno allegato tra i membri della comunità che convivono con il diabete.
CAMPI PER DIABETICI sono pensati per migliorare la qualità della vita dei giovani che convivono con la malattia, fornendo competenze per poterla gestire.

GIORNATA MONDIALE DEL DIABETE 

Per portare all’attenzione della cittadinanza il dilagante problema della diffusione del diabete il 14 novembre le piazze italiane si tingeranno di giallo. È il colore dei giubbotti dei Lions che si attivano in occasione della Giornata mondiale del diabete impegnati ad informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sul peso umano e sociale del diabete e sulla assoluta necessità di implementarne la prevenzione, la diagnosi precoce e la cura. 

Lions International ha posto il diabete tra le aree privilegiate dei propri interventi umanitari e l’attività di screening viene effettuata costantemente, nel corso dell’anno, da tutti i club italiani grazie ai camper attrezzati acquistati anche con il contributo della Fondazione Lions e all’impegno di soci medici e volontari.

Complessivamente, le iniziative messe in atto dai club per richiamare l’attenzione del pubblico sono numerose: dagli screening glicemici alle conferenze dibattito, alle iniziative psicoeducative, ai corsi nelle scuole per educare i giovani a una corretta alimentazione, ai corsi di cucina per diabetici. A livello nazionale, inoltre, opera AILD – Associazione Italiana Lions per il diabete onlus che si occupa di prevenzione e di sostegno alla ricerca.

Uniamoci alla lotta al diabete perché solo conoscendolo, è possibile sconfiggerlo!

Per tutte le info:

www.lionsclubs.org

www.lions108la.org

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